Se sei un imprenditore e sei anche un datore di lavoro che si è avvalso di lavoratori occasionali, usufruendo dei voucher come modalità di pagamento dei loro compensi, devi sapere che puoi ottenere il rimborso per i buoni acquistati e non usati.

La procedura non è complessa: per prima cosa è bene sapere che i voucher che si possono rimborsare sono soltanto quelli acquistati entro il 17 marzo 2017. Occorre compilare il modello SC52 che si scarica dal portale INPS. In questo modulo vanno indicati i dati anagrafici, il codice fiscale o la partiva IVA, la qualifica, la quantità di buoni di cui si chiede l’indennizzo, il numero identificativo di ogni voucher, la data di versamento o di emissione, gli estremi dell’eventuale bollettino di pagamento, l’importo totale dei buoni lavoro, gli estremi di pagamento in caso di acquisto telematico, il versamento online o il bollettino postale. Per completare la documentazione occorre specificare il motivo del mancato utilizzo ed il metodo di risarcimento. I committenti devono, inoltre, allegare la ricevuta del versamento per tutti i tipi di pagamento, ad eccezione dei pagamenti effettuati mediante modello F24, per i quali la predetta allegazione è meramente facoltativa.

QUANTO SPETTA

Qualunque sia il canale d’acquisto utilizzato, l’importo rimborsato è sempre pari al valore nominale del buono, decurtato del compenso del 5% riservato al concessionario per la gestione del servizio. Quindi, per i buoni a taglio fisso:

– 9,50 euro per il buono lavoro da 10 €;

– 19 euro per il buono lavoro multiplo da 20 €;

– 47,50 euro per il buono lavoro multiplo da 50 €.

COME FARE DOMANDA

La procedura per ottenere il rimborso e le modalità di pagamento sono diverse a seconda del canale d’acquisto utilizzato. In particolare, il committente deve presentare domanda alla sede INPS competente se chiede il rimborso per:

– voucher cartacei acquistati presso le sedi INPS;

– voucher acquistati presso gli uffici postali;

– voucher acquistati online;

– versamenti effettuati con bollettini di c/c postale ma non registrati nelle procedure di gestione dell’INPS e quindi mai utilizzati per l’acquisto di voucher, nè cartacei né online;

– voucher scaduti per decorso del periodo di validità, emessi dalle sedi INPS, dalle banche e dalle tabaccherie autorizzate.

La sede INPS dispone il rimborso a favore del committente mediante bonifico domiciliato o accredito su c/c.

Per i voucher acquistati presso le banche abilitate e in corso di validità (12 mesi dal giorno di emissione), il committente deve fare richiesta di rimborso ad una qualsiasi banca dello stesso circuito bancario presso cui li ha acquistati.

Per i voucher acquistati presso le tabaccherie autorizzate e in corso di validità (12 mesi dal giorno di emissione), il committente deve richiedere il rimborso a una qualsiasi tabaccheria autorizzata, per importi fino a 500 €, oppure alla Banca ITB per importi superiori a 500 €, compilando un apposito modulo da chiedere al numero 800 813 813.

La domanda di richiesta del rimborso va depositata presso la sede INPS in cui sono stati acquistati i buoni lavoro; essi devono essere ben conservati e non compilati. L’addetto a questa operazione consegna una ricevuta: poi dopo aver effettuato i dovuti controlli, avvia la procedura di rimborso che avviene mediante bonifico in genere dopo pochi giorni.

 

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